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Il magistrato è il titolare
della funzione pubblica dell'amministrazione della giustizia, a lui sono
demandati compiti di interpretazione delle leggi e di loro applicazione
nella risoluzione di controversie. Per diventare magistrato occorre vincere
il concorso pubblico da uditore giudiziario, che si tiene indicativamente
con cadenza annuale ed a cui sono ammessi cittadini italiani laureati in
giurisprudenza, che non abbiano più di 40 anni. Il concorso, a cui non si
può partecipare più di tre volte, comporta tre prove scritte concernenti
diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo, e una prova orale
sulle seguenti materie: diritto civile ed elementi fondamentali di diritto
romano, procedura civile, diritto penale, procedura penale, diritto
amministrativo, costituzionale e tributario, diritto del lavoro e della
previdenza sociale, diritto comunitario, diritto internazionale ed elementi
di informatica giuridica, lingua straniera, scelta dal candidato tra quelle
ufficiali dell'Unione europea. Superato il concorso, si pratica un tirocinio
retribuito di circa due anni in qualità di uditore giudiziario in un ufficio
sede di Corte di Appello, dopo si diventa magistrato (pubblico ministero o
giudice). Recentemente il decreto legislativo 17/11/97 n. 398 ha modificato
la disciplina del concorso per uditore giudiziario, introducendo tra i
requisiti di ammissione, il possesso (dal 2004) del diploma di
specializzazione della Scuola per professioni legali e, tra le prove
selettive, la preselezione informatica, ovverosia quiz in materia civile,
penale ed amministrativa. Lo stesso provvedimento ha anche disposto
l'eliminazione della prova scritta di diritto romano e delle prove orali di
diritto ecclesiastico e statistica, nonché l'aggiunta di ulteriori prove
orali relative al diritto comunitario, al diritto tributario e
all'informatica giuridica. |